martedì, 14 aprile 2009
Intervista ad Elisa Santoni, una farfalla determinata...

E’ veramente un piacere inaugurare questo nuovo anno con un’intervista ad una campionessa olimpica di uno sport molto legato alla danza come la Ginnastica Ritmica. Lei è Elisa Santoni, capitano della nazionale italiana di Ritmica, meglio note al pubblico più affezionato come le “Farfalle d’argento”.  

ImageElisa, hai da poco festeggiato il tuo ventunesimo compleanno, ed hai già alle spalle un palmarès invidiabile: un argento nel concorso a squadre alle olimpiadi di Atene 2004, un oro a squadre al mondiale di Baku nel 2005 ed un oro ai Campionati Europei di Torino nel 2008. Come ti senti a ventuno anni? 

Dal punto di vista sportivo mi sento molto soddisfatta anche se caratterialmente mi piace comunque continuare a mettermi in discussione. In questi anni in nazionale ho provato emozioni fortissime, ho avuto modo di conoscere e vivere fianco a fianco con persone speciali che stimo moltissimo  e con cui ho instaurato forti amicizie che vanno al di là del lavoro,ed ho avuto tante soddisfazioni che mai mi sarei immaginata di poter raggiungere alla mia età. Ho arricchito il mio bagaglio d’esperienza di vittorie e sconfitte, di gioie e amarezze, di lacrime e sorrisi che ad ogni modo hanno costruito il mio carattere, che mi hanno fatto crescere e mi hanno fatto diventare la persona che sono oggi. E’ stato un cammino duro quello che ho deciso di intraprendere, che se da una parte mi ha fatto invidiare un po’ la quotidianità dei miei coetanei, dall’altra mi ha dato la possibilità di vivere esperienze indimenticabili che porterò sempre nel mio cuore. 

Fino a che età si può fare agonismo nel vostro sport? 

Nel nostro sport non c’è un’età stabilita al di sopra della quale non è più possibile fare agonismo. Ovviamente il nostro codice richiede delle particolari doti di scioltezza che a lungo andare e con l’avanzare dell’età gravano sul fisico. E’ preferibile iniziare l’attività molto giovani e per quanto riguarda la fine dipende da atleta a atleta e da quanto il fisico riesca a reggere al tipo di lavoro.

Che cosa è per te la ginnastica ritmica? 

ImageHo iniziato a praticarla per gioco e senza accorgermene è divenuta parte di me. Cosa è? Una definizione difficile da dare, soprattutto quando parti dal presupposto che uno sport vale l’altro e invece piano piano ti rendi conto che probabilmente è proprio lui quello che fa per te…che ti fa essere te stessa e ti dà la possibilità di esprimere quello che senti dentro. Uno sport che unisce grazia ed eleganza a forza e determinazione;uno sport che è collaborazione e lavoro di squadra,che è complicità, stima e fiducia nelle proprie compagne. E’ bastato poco per capire che la ginnastica ritmica era lo sport che avrei voluto fare, e quando me ne sono resa conto lei ormai aveva già catturato la mia anima e il mio cuore! 

Quando hai capito che la ritmica sarebbe stata così importante nella tua vita? 

La passione per questa disciplina era molta e mi ha spinto ad affrontare intensi allenamenti giornalieri facendo molte rinunce; ma quando ho cominciato a raggiungere le prime soddisfazioni ed ho letto dentro di me che valeva la pena fare qualche sacrificio, ho capito che per me la ginnastica era importante e volevo farla diventare un capitolo speciale della mia vita. 

Fare sport ai tuoi livelli significa anche tante privazioni. Hai mai rimpianto niente? 

Ovviamente il lavorare ad alti livelli e il voler raggiungere risultati non può che comportare sacrifici. Insieme all’immensa gioia di essere stata convocata in nazionale c’è stata anche la difficile scelta di dovermi allontanare da casa e dai miei affetti a soli 14 anni. Una prova dura quando si è così piccoli;una scelta difficile che molte volte ha fatto uscire la parte fragile di me e che mi ha fatto versare qualche lacrima. Avevo deciso di intraprendere un cammino diverso da quello che stavano seguendo i miei coetanei e, nonostante non abbia mai avuto rimpianti per la mia decisione,non nascondo che qualche volta mi è mancata la quotidianità che può vivere una ragazza della mia età. Ma il mio desiderio di non voler perdere la splendida occasione che avevo avuto e l’arrivo di risultati gratificanti mi hanno dato la forza necessaria per superare questi momenti di debolezza. 

Come sai la nostra rivista si occupa principalmente di danza sportiva. Quanto conta la componente “danza” nel vostro sport? 

ImageNel nostro sport la danza non è solo importante ma indispensabile,ed è proprio per questo che costituisce una parte fondamentale del nostro allenamento quotidiano. La danza classica è una disciplina che aiuta notevolmente a formare la ginnasta; le dà equilibrio e postura, e oltre a migliorare l’aspetto tecnico delle singole difficoltà presenti nell’esercizio, cura l’aspetto estetico dando all’atleta grazia ed eleganza.

Studiate danza classica con insegnati esterni? 

Facciamo danza con una coreografa che ci segue costantemente durante gli allenamenti e che,guardando quali sono le nostre necessità,studia una lezione che possa essere adatta alle nostre esigenze. 

Quante ore ti alleni alla settimana? 

Mi alleno circa 42 ore alla settimana;dal lunedì al sabato,escludendo la domenica che è il giorno di riposo e recupero. Le ore di allenamento non sono suddivise equamente nell’arco dei sei giorni in quanto alcune ore della giornata sono dedicate allo studio. 

Ti ho sottoposto un video di una rumba di Riccardo Cocchi e Yulia Zagoruychenko... che impressioni ti ha fatto? 

Sinceramente poche volte ho avuto occasione di vedere questo tipo di danza. Anche se non sono molto esperta nel campo mi ha affascinato. Mi hanno colpito molto la fluidità e l’armonia dei movimenti,l’affiatamento e la complicità che emergeva tra l’uomo e la donna ,e la velocità e allo stesso tempo la grazia dei loro gesti. 

In Italia non tutti seguono la ginnastica ritmica, ma sicuramente tutti ti hanno visto nel bellissimo spot olimpico della Freddy. Come è stato fare una pubblicità del genere? 

ImageEssere tra i tre atleti scelti tra tutti gli olimpionici per girare questo spot mi ha onorato moltissimo. Uno spot che mi ha stupito per la sua originalità: un flusso di pensieri e sensazioni, una “matassa di sogni” riportati sui binari di un percorso articolato quanto la mia storia e quella di tanti sportivi. Emozionante farlo e ancor più emozionante vederlo realizzato davanti ai miei occhi. 

Nello spot dicevi che “da quando sei bambina la vita va dove vuoi tu”... ti senti veramente così padrona del tuo destino? 

Non sono in grado di prevedere il futuro,né mi sento padrona del mio destino. L’unica cosa di cui sono certa è che non mi piace lasciare che la vita mi scorra addosso senza che io faccia nulla,così nelle piccole cose che cerco di costruire giorno dopo giorno tento perlomeno di indirizzarla dove desidero io. 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro? 

Praticando questo sport credo di aver già cominciato a costruire parte del mio futuro,ma sinceramente ora non ho ancora le idee ben chiare. Mi piacerebbe non allontanarmi dal mondo della ritmica,avere una famiglia,…ma amo vivere alla giornata e godere delle occasioni che la vita mi presenta. 

C’è qualcosa che vorresti dire a tutte quelle ragazzine che sognano un giorno di poter ballare nella nazionale di ginnastica ritmica? 

Una delle mie citazioni preferite è “impossible is nothing”…nulla è impossibile se c’è la volontà. La tenacia,la grinta,la determinazione e l’umiltà di mettersi sempre in gioco sono le caratteristiche principali che fanno di un atleta qualunque un campione. 

Un ultima domanda, pensi che sia stata tu a scegliere questo sport, o che sia stato lui a scegliere te? 

Sono stata io a scegliere questo sport… ”ci sono arrivata perché da quando sono bambina la vita va dove voglio io!” =) 

Ti ringrazio per la disponibilità e per la gentilezza dimostratemi. Ti auguro di cuore di proseguire con entusiasmo questa bellissima strada che hai intrapreso. 




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giovedì, 17 luglio 2008
Intervista alla Prima Ballerina dell'Opèra Garnier di Parigi: Eleonora Abbagnato
 
 
eleE' con enorme piacere che mi accingo ad intervistare su questo piccolo blog un'altro grande personaggio del mondo della danza: Eleonora Abbagnato.
Per molti appassionati di Danza Sportiva questo nome potrà suonare nuovo. In effetti Eleonora non balla Latini né Standard, ma è tra le ballerine di Danza Classica più importanti del mondo, una Première danseuse alla prestigiosa Opéra Garnier di Parigi. E’ bionda, bella, ed è pure siciliana. Ora vediamo di riuscire a scoprire qualcos'altro di lei...



Latinsad: Cara Eleonora, prima di tutto ti ringrazio infinitamente per la tua disponibilità e per aver accettato di essere intervistata su questo blog dedicato principalmente alla Danza Sportiva. Inizio subito con le domande visto che, trattandosi di una intervista per email, non posso divagare molto descrivendo il nostro incontro (ahimè).
Dunque, prima ho detto "Première danseuse"... è corretto? O avrei dovuto dire "Etoile"? Puoi spiegarci la differenza?


Eleonora: Premiere danseuse dal 2001. Etoile è una nomina che aspetto dal ministero della cultura francese, un riconoscimento per la nostra arte in più da questo paese. Per i ruoli in scena non cambia nulla, sei lo stesso protagonista degli spettacoli.

Latinsad: Ho letto che per studiare danza hai lasciato la tua casa a soli 14 anni partendo per Parigi, non deve essere stato facile. Per noi ballerini il sacrificio è qualcosa con cui dobbiamo fare i conti tutti i giorni. Vorrei chiederti proprio che significato ha la parola "sacrificio" nella tua esperienza di ballerina.

ele_lineaEleonora: Ho lasciato casa a 12 anni; sono partita per Montecarlo e 6 mesi dopo ho incontrato Roland Petit, che mi ha portata con lui per la sua Bella Addormentata "Aurora bambina" per altri 6 mesi in vari teatri del mondo. L'anno dopo sono rimasta un anno a Cannes da Rossella Hightower e nel '92 mi hanno presa nella scuola dell'Opera .
Il sacrificio per me non e stato pesante: quando si ha la fortuna di nascere con una grande passione penso che sia tutto piu facile...

Latinsad: Quante ore ti alleni al giorno? Segui una dieta particolare?

Eleonora: Dalle 11:30 alle 13:00 abbiamo la classe di danza (allenamento).  Poi le prove dalle 13:30 alle 19:00, 6 giorni su 7 a settimana. Non ho mai avuto bisogno di seguire diete, mangio un po' di tutto e amo la cucina del Sud.


Latinsad: Hai compiuto da pochissimo trent’anni. Come ti senti?

Eleonora: Per il momento non cambia nulla, sono molto impegnata per tanti spettacoli in giro...


Latinsad: Quando hai capito che la Danza sarebbe stata un elemento fondamentale della tua vita?

Eleonora: All'eta di 8 anni, quando ho cominciato a capire che non volevo fare nient altro.


Latinsad: Che ne pensi della Danza Sportiva? Preferisci le danze Latino-americane (samba, cha cha cha, rumba...) o le Danze Standard (Valzer, Inglese, Tango, Quick Step...)?

Eleonora: Le latino-americane


Latinsad: Tempo fa ti ho mandato un video degli attuali Campioni del Mondo Professionisti di danze latino-americane Michael Malitowski e Joanna Leunis, dove ballavano uno show di Rumba e Samba. Puoi dirmi che impressione ti hanno fatto?

Eleonora: Bello il video! Adoro da sempre le danze latino-americane, e spesso in Francia vado a vedere i concorsi di danze da sala. Mi piace l'esagerazione espressiva che hanno, mettono nei loro movimenti tanta energia. Per me sono queste le danze che danno voglia di ballare a qualunque persona...


ele_operaLatinsad: In una recente intervista Michael Malitowski ha dichiarato di ispirarsi moltissimo a Martha Graham. E’ un modello abbastanza singolare per un professionista di danze latine, seppur eclettico come Michael. Da quello che hai visto, pensi che questi balli abbiano delle cose in comune con la danza moderna o classica?

Eleonora: Certo la base classica ti dà già tanto. In tutte le danze ci sono cose in comune dalla musicalità all espressione del corpo...


Latinsad: Tu ti ispiri a qualche artista in particolare?

Eleonora: Ogni ballerino ha un suo ruolo


Latinsad: Hai partecipato come ospite speciale alla trasmissione Ballando con le Stelle condotta da Milly Carlucci, ballando un Jive con Alessandro Camerotto, ed ottenendo anche un punteggio altissimo. Come è stata questa esperienza diretta con i balli latini?

Eleonora: Ti ripeto che mi piace veramente tanto, se avessi piu tempo farei anche delle lezioni ...


Latinsad: In Italia sei conosciuta solo per via di qualche rara apparizione televisiva e per il film “Il Sette e l’Otto” di Figarra e Picone, mentre nel resto del mondo civilizzato sei praticamente una diva. Purtroppo da noi la televisione è ancora l’unico mezzo che “dà esistenza”... Io penso che sia un vero schifo. Tu come te la vivi?

Eleonora: Dipende cosa vedi...."Amici" per me è anche un bene, perché comunque si parla di danza. Anche Ballando con le Stelle è molto divertente... poi parlare di ballerine televisive è un altro discorso.


Latinsad: Pensi di aprire una scuola di danza in Italia un giorno?

Eleonora: Spero che ce la farò


Latinsad: Una domanda che faccio spesso: Bruce Lee soleva dire: "Voglio che i miei allievi non sappiano solo quello che gli ho insegnato, ma quello che gli ho insegnato più quello che hanno imparato, affinché possa anch'io imparare qualcosa da loro". Che ne pensi di questa massima in relazione all’insegnamento dellla danza?

Eleonora: Certo bisogna dare e ricevere. Dalle mie esperienze anche con i piu grandi geni della coreografia e stato proprio cosi...


Latinsad: Nella danza conta più il "cuore” o la tecnica?

Eleonora: Il cuore. Ma per il classico e anche importante un minimo di tecnica.


Latinsad: Tranquilla, l’intervista sta per terminare. Volevo chiederti ancora una cosa: ti sei mai immaginata Eleonora Abbagnato non ballerina?

Eleonora: Si, certo, potrei smettere anche domani e non sarei mai frustrata. Magari vedo Eleonora mamma e maestra...


ele_piedi
Latinsad: Cannoli siciliani o cassata?

Eleonora: Dipende cosa mangio prima


Latinsad: Film sulla danza preferito?

Eleonora: "Il sole a Mezzanotte" con Baryshnikov


Latinsad: Tra Tom Cruise, Brad Pitt o Banderas?

Eleonora: Brad Pitt


Latinsad: Vai mai a ballare salsa il fine settimana in qualche locale parigino?

Eleonora: No, vado ogni tanto nelle discoteche con musica house...


Latinsad: Pensi che le cose succedano per caso, o che tutto sia collegato?

Eleonora: Penso che bisogna crederci e non abbassare mai le braccia. Il caso e raro...


Latinsad: L’intervista è finita. Grazie ancora per la tua gentilezza e disponibilità... e tanti auguri per il futuro, che scommetto sarà radioso. 

Eleonora: Grazie mille a te, a presto!

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domenica, 11 maggio 2008
Joanne Forever

Finalmente alcune parti del complicato puzzle della mia vita trovano la giusta direzione, e chissà, magari prima o poi riuscirò a distinguere una figura, un disegno.... o una body line!

Nel frattempo un tassello che ha trovato sicuramente il giusto incastro è la firma di Joanne Wilkinson sulla mia nuova Lancia Ypsilon (ormai battezzata Wilki).
Il tocco magico di una campionessa mondiale delle danze latino-americane sulla mia macchina non potrà che portarmi fortuna nei lunghi viaggi che mi aspettano...
Grazie Joanne, sei una persona unica e un'insegnante straordinaria!

E nel nome della condivisione, godetevi lo spettacolo!

 

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mercoledì, 26 marzo 2008
Ritorno alle basi

Ogni traguardo è di per se fine ed inizio. Ogni traguardo rappresenta un punto di partenza...

Ottobre 2006

L'Estate era appena finita ma, quell'anno, sembrava non volesse proprio lasciare il passo al vento freddo e alle nuvole scure che coprono il suo cuore d'oro.
Eravamo in spiaggia, cercando di acciuffare l'ultimo raggio di sole e l'ultima onda, prima che tutto fosse diventato proibito e lontano.
Un'altra cosa, però, era prossima a ritirarsi in quel periodo: la Speranza.

Il tempo era trascorso dall'ultima volta che avevo sognato di poter danzare con una ballerina, si era allungato come un serpente, ripiegandosi su se stesso in una spirale che toglieva gli anni e il fiato, e il cuore. Ma un incontro tanto atteso, ormai inatteso, avvenne in quel giorno...

Finalmente avevo una ballerina.

Marzo 2008

luca_eli

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giovedì, 31 maggio 2007
Quoting Karen Hardy

hardy_s"To create a step and then see it copied
around the world is an indescribable reward.
They don't come any more dedicated
and focused than Bryan, and that's why
we were able to break what had been
set in stone for so long."

                 
                                        Karen Hardy

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martedì, 30 gennaio 2007
Intervista alla Campionessa del Mondo danze standard: Caterina Arzenton
 
E' un vero onore per questo blog inaugurare il 2007 con un'intervista ad una Campionessa del Mondo nelle danze Standard, la maestra Caterina Arzenton... un nome che non ha bisogno
di presentazioni anche in un sito dedicato alle danze latine.
 
Caterina: Ti voglio ringraziare prima di rispondere a tutte le domande tecniche, mi sento molto onorata di entrare nel mondo latino come standardista, ma ti faccio una confessione... io di carattere mi sento molto latino.
 
Latinsad: Veramente? Beh... allora si trova nel posto giusto :-)
La ringrazio di cuore per aver accettato di fare questa intervista, e inizio subito con le domande. Nella mia prima scuola di ballo c'era una grande foto sua e di Augusto Schiavo che padroneggiava sulla sala, e come me tantissimi ballerini hanno iniziato a muovere i primi passi sotto una foto simile... Che sensazione le dà una cosa del genere?
 
Caterina: Ti devo confessare che sapere di essere parte di persone che iniziano a ballare con la foto mia e di Augusto mi fa sentire orgogliosa e fiera della nostre fatiche, sai... queste sono cose che affinché non te le raccontano non le sai...e devo dire che danno molta soddisfazione.
 
Latinsad: Lei ha mai ballato le danze Latine?
 
Caterina: Si, io e Augusto abbiamo tentato anche i latini, abbiamo ballato alcune gare all'estero e un campionato italiano con un ottimo successo, pensa, il risultato è stato 1° Bernardini, 2° noi e 3° Pregnolato, ma poi io ero troppo timida per mettermi quei vestiti così scoperti e mi vergognavo moltissimo e quindi li abbiamo abbandonati, a malincuore. Devo dire che ci siamo divertiti ad imparare anche quella disciplina.
 
Latinsad: Secondo lei quali sono gli aspetti che maggiormente differenziano le Danze Latine
dalle Danze Standard, al di là dei ritmi e degli abiti?
 
Caterina: Come tu sai, mio marito è un latinista dove ogni giorno dell'anno ci troviamo nella stessa scuola ad insegnare, e ogni giorno ci troviamo a scambiarci idee di come vediamo i nostri principi... Sai, non ci sono differenze. Come tu dicevi i ritmi e i vestiti sono diversi ma a volte ci dimentichiamo che il corpo umano è sempre quello e i movimenti non possono cambiare, gli possiamo dare forme diverse, ritmi diversi, ma non possiamo pretendere di muovere un ginocchio all'indietro. Quindi dal mio punto di vista non ci sono differenze nella tecnica dei movimenti ma solamente ritmi e vestiti diversi. Quello che vedo oggi è che manca molta cura nei particolari, per esempio le caviglie o il lavoro delle ginocchia o ancora di più la complicità di coppia tra uomo e donna, mi piacerebbe nel futuro vedere coppie complici uno dell'altra e non solo alla ricerca di fare esibizioni di singole persone.
 
Latinsad: Quando parlo di danza mi piace molto affrontare gli aspetti legati al "sogno" e allo "spirito".
Oggi si mira soprattutto al successo, e al modo per poterci arrivare nel più breve tempo possibile...
Quello che volevo chiederle è: per Lei la danza rappresenta anche una "via" per la crescita spirituale?
 
Caterina: Assolutamente si... lo conosci quel detto "il maestro arriva quando l'allievo è pronto"?
Io credo che oggi sono pochi gli allievi che aspettano il maestro ma sono molti i maestri che rincorrono gli allievi. Con questo voglio dire che non c'è disciplina, bensì una ricerca di risultati facili, questi purtroppo non sono quelli che durano nel tempo e non fanno crescere in un modo spirituale, per poter fare questo bisognerebbe essere UMILI e pensare che il ballo non è una scampagnata ma bensì una vera professione.
 
Latinsad: Un altro Campione del Mondo, Riccardo Cocchi (che approfitto per salutare), in un'intervista rilasciata poco tempo fa per questo blog ha detto riferendosi alla danza sportiva: "Questo sport non è semplice, devi dargli tutto e spesso ti si prende tutto anche senza darti nulla indietro...". Lei si trova d'accordo con questa affermazione?
 
Caterina: Non mi trovo d'accordo solo su una cosa: io non credo che sia uno sport, non ho mai scelto di ballare pensando di essere una sportiva ma ho scelto di ballare perché mi piaceva la musica. Sai... sono sempre stata sin da piccola un carattere che se non c'era musica intorno a me non ero felice, e da piccola mi piaceva ballare per lo stesso motivo, andavo a fare le gare di liscio e quindi ballavo la Polca o il Cha cha cha e l'unica cosa che riuscivo a fare era sorridere.
Poco tempo fa ho incontrato i mie primi maestri, i sig.ri Enzo e Ines Fracasso di Verona. Ho sempre avuto la curiosità di chiedergli cosa vedevano in me, e glielo chiesi; mi dissero che avevo quel sorriso che dava serenità e felicità alle persone che mi guardavano. Credo che quella sia stata l'arma del successo e quando la gente mi chiedeva cosa facevo non ho mai risposto "vado a fare sport", bensì con il sorriso sulle labbra dicevo "vado a ballare". Io mi sento un artista.
Sul fatto del sacrificio sono pienamente d'accordo, non esiste niente altro nel periodo della carriera, non c'è una festa e non c'è un compleanno, non esiste mal di pancia o di testa, o amicizie al di fuori del ballo ma solamente la scuola, tu e il tuo ballerino. Riguardo alle soddisfazioni.... beh, dipende. Se le aspetti dalla massa del popolo non è possibile perché la gente è invidiosa e quindi non ti danno le soddisfazioni o il rispetto che vorresti, ma, se parliamo delle soddisfazioni personali...quelle sono veramente tante, tantissime, e se tornassi indietro rifarei tutti i sacrifici che ho fatto perché ne vale veramente la pena.
 
Latinsad: Una volta un grande maestro taoista disse: "Voglio che i miei allievi non sappiano solo quello che gli ho insegnato, ma quello che gli ho insegnato più quello che hanno imparato, affinché possa anch'io imparare qualcosa da loro". Che ne pensa di questa massima, in relazione alla sua attività di insegnante di danza?
 
Caterina: Il mio obbiettivo è uguale, non voglio essere solo quella che insegna il passo di tecnica ma voglio imparare da loro tutto quello che hanno imparato, così facendo abbiamo modo di crescere insieme e di creare un vero team di lavoro. Io per loro e loro per me!
 
Latinsad: Le faccio un'ultima domanda; non le chiederò quali sono i segreti per diventare una Campionessa del Mondo perché sono sicuro che non ce ne sono, ma se dovesse dare un solo consiglio ad un ragazza che sogna tutte le notti di diventare una campionessa mondiale che cosa le direbbe?
 
Caterina: Credo che sia strano, ma io da ragazza non sognavo di diventare campionessa, ero talmente concentrata a migliorare ed imparare che ad un certo punto mi sono trovata nelle classifiche più alte senza rendermene conto, e quando lo sono diventata non mi sentivo la campionessa perché, per me, dovevo ancora migliorare tantissime cose. Il mio consiglio sarebbe non sognare di diventare campionessa se non sei pronta a criticarti e prendere le critiche o i giudizi per migliorare, sono convinta che chi diventa campione non è perché lo ha sognato ma solo perché ha lavorato per diventarlo.
 
Latinsad: La ringrazio infinitamente per la pazienza e la disponibilità, spero che le sia piaciuta questa intervista un po' diversa dal solito...
 
Caterina: Spero di non essere stata troppo crudele! Una cosa è sicura: credo nel sacrificio per avere soddisfazioni, nessuno ti regala niente e se te lo regalano sicuramente vogliono qualcosa in cambio. Io ed Augusto non dobbiamo niente a nessuno.
Con questa intervista vorrei ringraziare tutti quelli che hanno sempre creduto in noi, ho sempre amato quello che faccio e non permetterò mai a nessuno di rovinarlo. Ti ringrazio di cuore per questo onore nel mondo latino.
 
Latinsad: Cara Caterina, è stato un piacere e un onore ospitarla nel mio piccolo Blog. La spontaneità e la passione di cui è intrisa questa intervista che mi ha gentilmente concesso saranno sicuramente apprezzate da ogni amante della danza. Ancora grazie.
 
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mercoledì, 27 settembre 2006
Espen e Joanne: Rumba!

Sempre da It Takes Two! una piccolissima chicca realizzata col mio malridotto telefonino.

Appena un minuto e mezzo per giustamente glorificare Espen e la dolcissima Joanne Wilkinson, che saluto amorevolmente...

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It Takes Two! Espen Salberg Master Class

E così è stato.
La tanto attesa data del 16 e 17 Settembre arrivò...

Il grande Espen Salberg ha tenuto It Takes Two! uno stage di due giorni presso l'hotel Palacavicchi di Ciampino. Uno stage su invito, alla quale ho avuto la fortuna di partecipare. Era tanto che volevo seguire delle lezioni di Espen, uno dei più grandi esperti al mondo delle danze Latino Americane.

Per due interi giorni "il Professore" ci ha guidati nel mondo di quella che è forse la tecnica più importante delle danze latine: quella relativa all'ambito delle guide e alle connessioni che avvengono tra una coppia di ballerini. E così, Walter Laird alla mano (dimostrando che questo grande libro, a distanza di anni, rappresenta ancora uno strumento fondamentale per lo studio e la pratica delle danze latino americane) Espen ci ha fornito le basi delle: Physical Leads, Shape Leads ed Alouring Leads, cercando di insegnarci quello che troppi ballerini hanno dimenticato, ovvero che la danza di coppia, e in particolare queste danze, deve mirare ad una perfetta amalgamazione, dove i ballerini si muovono e respirano assieme cercando di trovare un equilibrio che sia bello da vedere e corretto al tempo stesso.

Non starò qui a raccontarvi i due giorni di stage, anche perchè alcune cose non saprei proprio come scriverle. Vorrei solo dire che in questo momento particolare della mia vita, dove sto pensando di lasciare la danza per via di tante difficoltà, sono contento di aver partecipato ad un simile evento. Un grazie quindi a tutte le persone che hanno permesso la sua realizzazione, sperando che questa bellissima iniziativa possa proseguire anche in futuro.

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giovedì, 10 agosto 2006
GHOST IN THE SHELL: L'Attacco dei Cyborg (Innocence)

Finalmente arriva anche da noi (con due anni di ritardo) un capolavoro assoluto dell'animazione giapponese: Innocence, ovvero Ghost in the Shell 2, il secondo capitolo ispirato al manga Kôkaku Kidôtai (Spirito nel guscio) di Masamune Shirow, che in Italia è stato tradotto, tanto per cambiare, con un titolo molto più ordinario: "L'attacco dei Cyborg".

Siamo nell'anno 2032. L'agenzia segreta per la pubblica sicurezza nota come Sezione 9 è alle prese con uno strano fenomeno: alcuni cyborg impazziscono, uccidono i loro padroni, e poi si suicidano, infrangendo inspiegabilmente le 3 Leggi della Robotica.
Gli agenti Batou e il suo fido collega Togusa iniziano così le indagini lungo un percorso tortuoso che li porterà a scoprire sconcertanti segreti sui cyborg, ma soprattutto ad addentrarsi nei meandri più profondi della Rete e dell'esistenza umana rischiando di compromettere ogni certezza delle loro vite.

Mantenendo le tematiche del primo film "Ghost in the Shell" del 1995 (considerato uno dei massimi capolavori del genere e al quale si sono ispirati film come "Matrix", "Il quinto elemento" e molti altri), Innocence non delude le aspettative e riesce a dare un degno prosieguo alla complicata ambientazione ipertecnologica e cyberpunk del suo predecessore, addirittura aggiungendo spessore ai personaggi e arricchendo la storia di un sapore narrativo molto vicino al genere noir.

Mai come in questo film si fondono al meglio animazioni 3D e 2D, fantascienza e filosofia, azione e meditazione. La sceneggiatura è la più ricca di citazioni che abbia mai visto, dalla Bibbia al Corano, dai maggiori filosofi e scrittori del secolo a Confucio e Giulio Cesare... insomma un capolavoro di difficile assimilazione ma di fascino e complessità straordinari. Da non perdere assolutamente.

Un consiglio: la visione del primo film è quasi d'obbligo. Altrimenti non saprete mai chi è il Maggiore Motoko Kusanagi (nella foto), la bellissima cyborg leader della Sezione 9 il cui "fato" si è compiuto nel primo film della saga, ma che sarà comunque uno dei personaggi chiave di questo secondo capitolo.

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giovedì, 29 giugno 2006
Interview with Camilla Dallerup - Professional Latin Dancer and TV star

E' con vero piacere che pubblico questa intervista alla bella e brava Camilla Dallerup, affermata professionista nelle danze latine e star del programma televisivo della BBC "Strictly Come Dancing"



Intervista di Latinsad

Dear Mrs Camilla,

 

I ' m thanking you for your accessibility. Let ' s start with questions:

 

Latinsad: "Why have you withdrawn from dance competition??

 

Camilla: Ciao! just practising my Italian as I'm trying to learn because my partner in life is Italian. I have found myself falling ever so slightly in love with Italy, it's difficult not too with all that beautiful food and wonderful countryside and I could keep going!

I haven't actually withdrawn but simply been putting my energy into other areas which meant I didn't have enough time to put in to getting ready for competitions. My partner Ian Waite and I are both passionate about our show that we do together. We put a lot of time and effort into the choreography, music and costumes and this has become a really big part of our lives.  

 

Latinsad: What about your experience at the tv show "Strictly Come Dancing"?

 

Camilla: Strictly has been amazing for so many reasons especially the way it has educated the public about our world of dance and inspired so many new people to join in. For me of course the challenge to teach a complete beginner and make them look like professionals in record time.

I suppose Strictly happened at just the right time in my life. I felt ready and excited to use the experience and skills I have gained through my life in the Ballroom world and as a competitor, and try it out in different areas of entertainment. Having done strictly helped me to do so. Last year I was fortunate enough to be a presenter on a BBC1 program called Dance Factory. I really enjoyed this experience. The last 8 month I have been learning to sing amongst many other things and I will be performing a song live at a charity event this summer. The most amazing feeling that has come out of being part of Strictly though is being able to share our passion for dance with so many people and inspirer others to go dancing too.

 

Latinsad: According to you, which are the main qualities a Latin dancer should have?

 

Camilla: A love for dance, rhythm helps and most of all Hard working. You can learn almost anything with hard work! If you like music that helps too.

 

Latinsad: What would you suggest to a beginners couple?

 

Camilla: Just relax, give it a try, don't panic at first when it all looks a bit much it will soon make sense. Some couples find it helpful to learn a few basic steps at home from a dvd before they go for there first class just to get rid of the stage fright. Ian Waite and myself are working on a fun and easy guide for beginners dvd called the Magic of dance at the moment for which will be coming out in the autumn. And always remember why you started dancing.....to have fun!

 

Latinsad: Nowadays lots of dance teachers train their couples only for "winning".

 

Camilla: I am a performer first and a competitor second but one of the best advice ever given to me was to enjoy the journey. I feel content in my career because I look back and think maybe I didn't win but I got far enough and I had a fantastic journey trying. I 'm so grateful for all the wonderful memories I have.

  

Latinsad: I believe that it's as much important as teaching them to be able to lose. What do you think?

 

Camilla: Yes I agree because on your way to winning most people will have to loose many times and in my career the experiences helped me improve and get stronger every time. It also helps you prepare well for a lot of life experiences and being a good loser is a very attractive asset in a person. In our world our competitors will be our colleagues later in life.  

 

 

Latinsad: Save the best for last: during your wonderful dance sport career, which was the most unforgettable moment?

 

Camilla: This is one of the most difficult questions to answer because I feel I have so many. But I suppose if we talk about my competitive career it would have to be when Brendan Cole and myself made all 5 dances in the semi-final at Blackpool Open British that was a great achievement personally knowing that we worked our way up through the professional ranks without having been World Amateur Champions.  But more then that I have so many fantastic memories from performing all over the world and treasure the many wonderful letters and comments I have received from fans and friends throughout the years. Lately the reception that Ian and myself have received has been overwhelming and I have no words to describe how amazing it feels to perform in front of audiences like this.
 

Dancing for me means sharing and enjoying. Dancing has no age it's so wonderful as it brings all generations together.

 

                                                             Camilla

 

Latinsad: Grazie per la sua gentilezza e disponibilità.

 

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